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Reati Stradali

Lo studio legale si occupa spesso dei reati "stradali" dalla guida in stato di ebbrezza e o sotto effetto di sostanze stupefacenti (di cui agli artt. 186 e 187 C.d.s.) alle lesioni/morte procurate a terzi mentre si è alla guida.

Con la recente riforma al Codice della Strada di cui alla Legge n. 41/2016 per determinati reati stradali è previsto un grave inasprimento delle pene sia per quanto riguarda l'arresto, sia per ciò che concerne la sospensione o revoca della patente di guida.

La legge sull'omicidio stradale, inoltre, punisce con pene gravose anche chi causa lesioni o morte anche commettendo gravi infrazioni al codice della strada come eccesso di velocità, guida in contromano ecc. senza essere in stato di alterazione dal alcool o droga.

La guida in stato di ebbrezza e/o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti ed i lavori di pubblica utilità

La L. 120/2010 ha riformato gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada (guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti) inserendovi la possibilità per il contravventore di richiedere al Giudice penale di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con i lavori di pubblica utilità (LPU).
Questo tipo di sanzione sostitutiva era già prevista nella legislazione istitutiva della competenza penale del Giudice di Pace (art. 54 del D. Lgs. n. 274/2000) ma in tale ambito non aveva trovato piena applicazione.
Si tratta della possibilità per il condannato di effettuare lavori socialmente utili e non retribuiti in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale, di volontariato o di lotta alle dipendenze. Tutti questi enti devono necessariamente aver stipulato una previa convenzione con il Tribunale che li abiliti in tal senso.

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La guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti Ex Art. 187 C.D.S

Le seguenti considerazioni valgono per l'ipotesi in cui a seguito di incidente stradale si venga trasportati in ospedale e successivamente venga contestata la violazione dell'art. 187 C.d.s. per aver guidato un veicolo sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

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Il rifiuto a sottoporsi ad accertamento della guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti Ex Art. 186 e 187 C.D.S.

Tali tipi di rifiuto prevedono il richiamo come sanzione principale alla più grave tra le ipotesi di guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Tale fattispecie di reato è punita, infatti, con l'arresto da sei mesi ad un anno, con l'ammenda da € 1.500 ad € 6.000 e con la confisca (perdita di proprietà) dell'autovettura salvo che questa appartenga a terzi estranei.

Per quanto riguarda la sanzione accessoria relativa alla patente di guida, a differenza delle ipotesi di guida in stato di ebbrezza “fascia c)” e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, che prevedono la sospensione della patente da uno a due anni raddoppiabili nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato, qui si va da sei mesi a due anni (quindi la sanzione minima è inferiore) e non vi è il raddoppio qualora si guidi l'auto di proprietà di terzi.

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Ricorso al giudice di pace in materia di sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o per il rifiuto opposto all'accertamento (ARTT. 186 E 187 C.D.S.)

Se viene ritirata la patente per essere incorsi nei reati di guida in stato di ebbrezza (sopra la soglia di 0,8 g/l), sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o per il rifiuto opposto all'accertamento, la locale Prefettura sospenderà la patente di guida in via cautelare (provvisoria) fintantoché in materia non si pronunci il Giudice penale. E' importante sottolineare che non è possibile impugnare autonomamente il verbale redatto dall'organo accertatore (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza) in quanto è necessario attendere la notifica da parte del Prefetto dell'Ordinanza di sospensione della patente. Questa Ordinanza, al contrario di quanto si pensa, non è nulla se non viene notificata in 15 giorni dal ritiro della patente. Infatti, l'art. 218 C.d.s. prevede che il Prefetto ricevuti gli atti da parte dell'organo accertatore, emani entro i successivi 15 giorni l'Ordinanza di sospensione della patente (la norma dice “emana” e non “notifica”) con la conseguenza che essa ben possa esser notificata anche a distanza di mesi. Sul punto però, stante la natura cautelare di detta sospensione, la Cassazione ha statuito che detta notifica debba intervenire in un tempo “ragionevole”.

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